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Francesco Stella in the mix /// JMM03 Podcast – parte 2

Ecco a voi la terza ed ultima parte dell’intervista (qui la prima e qui la seconda parte) a Francesco Stella, label manager di Eclipse Music.
In questo suo secondo mixato Francesco si sposta su periodi più recenti ed arriva al cuore delle coordinate musicali, espressive ed emotive che lo hanno portato a creare Eclipse Music. Buon ascolto!

Francesco Stella – JMM03 Podcast (parte 2)

Download: Francesco Stella – JMM Podcast – parte 2 (click con il destro + ‘salva come’)

Scuba – Green Light [Ovum recordings]

Per molti anni ho suonato questo disco dal centrino azzurro con rappresentato sopra il bimbo Max del racconto ‘Where The Wild Things Are’ ma non potevo immaginare che dietro il nickname Scuba si nascondesse uno dei produttori di Philadelphia che stimo di più, King Britt. In assoluto uno dei suoi lavori che preferisco di più, sei tracce una più bella dell’altra. Ho scelto ‘Green Light’ perché rappresenta di più il mio concetto di musica deep.

Rhythm & Sound w/ Paul St. Hilaire – Spend Some Time [Burial Mix]

Scriverò un unico commento su le prossime tre tracce, a partire da questa.

Genio allo stato puro, la capacità di Moritz Von Oswald e Markus Ernestus di plasmare generi nuovi di Electronic Dub ha segnato indelebilmente gli anni ’90 e ha consolidato la loro reputazione iniziata con le produzioni Basic Channel, Cyrus, Maurizio e i vari Rounds numerati. Riuscire ad avere una visione così profonda della cultura musicale giamaicana rimanendo chiusi nello studio di una gelida Berlino a chilometri di distanza dal mare caraibico e dalle temperature rigeneranti è un qualche cosa che può accadere solamente a chi è dotato della stessa immaginazione di Stevenson, costretto a letto nelle desolate lande di Scozia e alle prese con la stesura di quel capolavoro intitolato ‘L’isola del Tesoro’. Il suono del duo teutonico ha fatto maturare inconsapevolmente dentro di me il desiderio di aprire una label che promuovesse suoni profondi.

Rhythm & Sound – Queen In My Empire (Version) [Burial Mix]

Vedi sopra.

Round Four Feat. Tikiman – Find A Way [Main Street Records]

Vedi sopra.

Larry Heard – Missing You [Jack Trax]

Avrei potuto scegliere tantissime tracce più rappresentative del suono di Mr. Fingers, ma non ho resistito e ho incluso quella che rappresenta meglio me e i miei trascorsi da DJ di warm up. Per molti anni quando suonavo con la Daisy Tribe ho dovuto aprire i set di grandi nomi della scena House e quindi la mia ricerca puntava a proporre tutte quelle tracce che potessero accompagnare con dolcezza la gente sul dancefloor. Questa era una di quelle.

Frankie Knuckles presents Satoshie Tomiie – Tears [FFRR US]

A chi pensa che le canzoni House parlino solo di sesso e droga ecco una pronta smentita!

I’m a real good actor / This is a heavy roll / Our love is a script /
And you carry total control / Like a clown and I’ve been smiling /
Whenever people were all around / But when the curtain comes down / And the circus is through / No one is left but me you and all my /
Tears / So many tears and my tears / One word could wash them away / One word could take the place.

Per chi come me è cresciuto musicalmente a cavallo tra gli anni 80 e 90 Robert Owens ha rappresentato niente più e niente meno che la migliore voce maschile della scena House. Tears è un classico che mantiene intatta la sua magia a distanza di anni.

John Daly – Freak Out Or Get Out [Wave Music]

Era esattamente il 2007 quando in piena fase creativa e alle prese con il concepimento di Eclipse esce sull’etichetta di Francois Kevorkian il disco di un produttore irlandese a me sconosciuto. Senza troppi giri di parole posso tranquillamente asserire che John Daly mi ha dato la spinta definitiva nell’intraprendere l’avventura discografica.

Boyd Jarvis – Atmos-Fear (Atmospheric Mix) [Wave Music]

E’ stata dura non includere in questo podcast una traccia di Francois Kevorkian, molto probabilmente uno dei personaggi che preferisco in assoluto nella cultura dance. Alla fine sono contento di aver comunque scelto due tracce della sua etichetta Wave Music, mi fa sognare e in un certo senso mi sento più vicino al Francois K manager che al Francois K ineguagliabile e inimitabile DJ/producer. ‘Atmos-Fear’ è stata una traccia che ha accompagnato per tanti anni i miei set e trova ancora sempre un posticino nella mia borsa. Ha tutti gli elementi del suono Wave, forte impatto sul dancefloor mantenendo suoni eterei e profondi.

Mood II Swing – Call Me (Duke’s Pink Mix) [Earth, Moon & Sun]

John Ciafone & Lem Springsteen sono ricordati per aver prodotto nel corso di un ventennio una quantità di musica di inestimabile valore. La versione firmata DJ Duke di ‘Call Me’ mi rimanda imediatamente alle atmosfere Loft di David Mancuso e ai suoni vintage di Dexter Wansel. Disco che ha segnato il 2000 ed è stato ampiamente suonato anche da DJ Harvey e Idjut Boys.

Bobby Konders – Version [Nu Groove]

Volevo includere in questo podcast un disco della Nu Groove che è stata per molto tempo, ed è tutt’ora, una delle mie label preferite. La puntina è caduta su ‘The Poem’, un classico che non ha bisogno di presentazioni, ma poi ho deciso di suonare ‘Version’ che è la stessa identica traccia ma priva delle parole Dub Poet che rimandano ancora alle atmosfere giamaicane già esplorate con i Burial Mix di prima.

Maurizio – M4 [Maurizio]

Era il 1995 la prima volta che ascoltai Francois Kevorkian a Londra e mi ricordo come se fosse ora l’effetto che mi fece ascoltare M4 sul sound system del Ministry Of Sound (per chi non lo sapesse disegnato e progettato da Richard Long e Larry Levan per volere di Harvey Bassett). Dal giorno seguente mi sono messo alla ricerca di questo disco sconosciuto ma senza successo. Una volta tornato in Italia riesco finalmente a mettere le mani su questo disco di plastica rossa senza sapere che dietro a quel suono c’era l’uomo che cambiò definitivamente il mio modo di ascoltare musica. Moritz Von Oswald. Again!

Underground Sound Of Lisbon – Are You Looking for Me? (In The Backroom II) [Twisted America]

Non poteva mancare un disco Twisted, che insieme alla Tribal sono state indubbiamente le etichette più innovative dell’house anni ’90. Puntando su un suono decisamente tribale le loro release hanno scandito un decennio con i successi firmati Murk, Danny Tenaglia e Peter Daou. Underground Sound Of Lisbon producevano sostanzialmente tracce da After Party come la smash hit ‘So Get Up’. Qui nel podcast ho scelto una delle mie preferite, Dirty House dal testo altamente erotico.

Soul Purpose – Soul Purpose Too [Low Pressings]

Benchè la Low Pressings faceva un suono troppo tribale e progressive per i miei gusti, questa traccia di Clive Henry e Justin Drake meglio noti come Peace Division rappresenta bene il genere che proponevo in apertura quando c’era la necessità di un suono più deep.

Lou 2 – Freaky [Strictly Rhythm]

Ed eccoci alla Strictly Rhythm! Penso che nella mia collezione di vinili ci siano più Strictly che dischi di altre label. Una delle etichette più prolifiche della storia dell’House americana. Ne ho preso uno a caso e come per magia è venuta fuori una produzione di Little Louie Vega. Deep allo stato puro, classe e qualità da vendere come tutte le produzioni firmate MAW, che si tratti di Louie Vega o Kenny Dope o tutti e due insieme.
Avrei dovuto soffermarmi molto di più sulle produzioni Masters At Work ma sinceramente sono andato in crisi, poco spazio e necessità di sintetizzare non aiutano di certo a selezionare le tracce più rappresentative del loro lavoro, dai progetti Kenlou ai capolavori Nuyorican Soul, fino alle incursioni disco ’70 di The Bucketheads, loro sono stati i veri pilastri della cultura House americana con influenze più Soul, Afro, Latin e Jazzy.

Virgo – Free Yourself [Trax Records]

Ok Trax Records! da dove cominciare? Difficile scrivere due righe su quella che molto probabilmente è stata l’etichetta House per antonomasia. Trax vuol dire innanzitutto centrino rosso con scritta bianca, un segno inconfondibile che rimanda a Chicago, a Ron Hardy, alle produzioni di leggende come Frankie Knuckles, Mr. Fingers, Phuture, Marshall Jefferson, Adonis. Ed ecco proprio questi ultimi! Potevo scegliere ‘No Way Back’ di Adonis oppure qualche traccia di Jungle Wonz. Sinceramente ho voluto puntare su un Trax meno popolare ma sempre noto agli appassionati e la scelta non poteva cadere che su una loro produzione congiunta, Adonis Smith + Marshall Jefferson = Virgo! uno dei progetti più interessanti su Trax Records. Lascio a voi il giudizio!

Rhythim Is Rhythim – It Is What It Is [Transmat]

Da Chicago a Detroit nel mezzo la storia della musica dance elettronica. Due città, due generi House e Techno. Scelgo “Icon” o “It Is What It Is”? ..ma che ne so!!! Chiudo gli occhi e pesco a caso, ed eccoci qui! Una delle tracce più soulful di Derrick May, perché Detroit Techno vuol dire una miriade di stili diversi, allora su cosa puntare per comprendere meglio il concetto di Hi Tech Soul? Traccia adattissima sia per un’audience House che Techno, ha segnato i miei gusti musicali per sempre. Intensamente suonata da DJs come Francois K, Laurent Garnier, Tony Humphries, Marshall Jefferson, rimane oggi uno dei migliori esempi di Detroit Techno che io conosca. Qui un mio piccolo segno di riconoscimento va a due DJs di Torino, Federico Gandin e Gianluca Pandullo, che mi hanno avvicinato ai suoni di questa label e di questo ineguagliabile genere musicale.

Basic Channel – Q1.1/I [Basic Channel]

1993! Questo disco è stato prodotto nel ’93. Penso a cosa si ballava in quell’anno mentre questi due erano da qualche parte su Marte ad esplorare nuovi orizzonti sonori. Si, sto di nuovo parlando di nuovo di quei due simpatici ragazzi, Moritz Von Oswald e Markus Ernestus. Altra label fondamentale della quale consiglio un attento ascolto (intero catalogo) e per capire cosa mi ha spinto ad intraprendere l’avventura Eclipse.

Galaxy To Galaxy – Hi Tech Jazz (Live Version) [Underground Resistance]

E così siamo giunti alla fine del podcast. Vi lascio con una traccia firmata UR e direi che ogni commento è superfluo.

Piuttosto vorrei fare una considerazione sul fatto che due ore di podcast non sono minimamente sufficienti per esplorare il mio universo musicale. Ho omesso decine di act, band e produttori che stimo, per citarne alcuni, Black Science Orchestra, Gary Numan, Model 500, Liquid Liquid, Joy Division, Tangerine Dream e molti altri, ma devo dire che mi sono divertito a scovare dischi che mi hanno riportato indietro nel tempo e il mio ringraziamento più sincero va ai ragazzi di Just Music Makers che mi hanno dato questa possibilità. Dedico quest’ultimo disco a loro e soprattutto a Voi! Se leggete quest’ultima riga vuol dire che avete avuto la pazienza di seguirmi e di ascoltare. Grazie!

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1 commento for Francesco Stella in the mix /// JMM03 Podcast – parte 2

Federico | %e %B %Y at %H:%M

SELEZIONE A DIR POCO MOSTRUOSA!!!
PODCAST DA AVER SEMPRE NEL TASCHINO!!
BRAVO FRANCESCO!!!!!
HOUSE E TECHNO NIENT’ ALTRO!

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